La nostra intervista al fotografo David James

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FOTOGRAFANDO L’ALIENO

Nicolas Roeg con David Bowie sul set de ‘L’Uomo che Cadde sulla Terra’, luglio 1975. David James è sullo sfondo a destra con la macchina fotografica; photo Duffy © Duffy Archive

Estate 1975, New Mexico. Una troupe inglese sta girando un film di fantascienza. Il ruolo principale è affidato ad una rockstar molto famosa che sta cercando di stare lontano dalle droghe. Il fotografo di scena è sempre sul set, dove si svolge l’azione narrata, ma qualche volta scatta lontano dalle cineprese, documentando ogni dettaglio, letteralmente, con centinaia di foto. Recentemente la Taschen ha pubblicato un notevole libro con quelle immagini. Il film è L’Uomo che Cadde sulla Terra di Nicholas Roeg. Abbiamo parlato con David James, un professionista della fotografia, il quale ha lavorato in una lunghissima lista di film grandiosi. In questa intervista James condivide con noi i suoi ricordi riguardanti la sua carriera e un alieno di nome David Bowie!

: Mr. James, ha iniziato la sua carriera negli anni ’60, quando era davvero molto giovane. È sempre stata sua intenzione lavorare sul set di un film oppure è stato il destino?
DJ: Ho iniziato con la fotografia quando avevo 9 anni. La MGM stava girando fuori dalla mia scuola quando ne avevo 10. Adoravo guardare il fotografo di scena lavorare sul set. Lasciai la scuola all’età di 15 anni. Mi ci volle un anno per entrare alla MGM, fui abbastanza fortunato da incontrare un uomo che lavorava nel loro laboratorio fotografico.

: Lei ha lavorato in un incredibile numero di film. Alcuni sono dei capolavori, altri dei blockbuster e altri ancora dei veri e propri cult. Alcuni invece non sono molto conosciuti. In quali di solito decide di partecipare? Molti di quelli nei quali ha dato il suo contributo sono film di fantascienza e fantasy. Ha forse una predilezione per questo genere?
DJ: Ogni volta che è possibile per prima cosa indago sul progetto, di solito inizio una discussione  con  la casa di produzione o il produttore, ma spesso è un regista o un attore che richiede i miei servizi. I miei generi preferiti sono quelli di guerra, i musical o i film di azione. La preferenza ricade sempre sulle possibilità visive di un film.

Due immagini dal film  ‘Highlander’ (1986, di Russel Mulcahy): Christopher Lambert e Clancy Brown “immortalati” da David James; STUDIOCANAL Films Ltd.

: Da molti anni collabora abitualmente con Steven Spielberg e Tom Cruise, quanto è importante, per la sua professione, lavorare con questi talenti? Questo le permette di condividere la loro visione oppure di avere dei vantaggi per lavorare meglio?
DJ: Si desidera sempre condividere la visione con chi si collabora, è il loro film, non il tuo. Io sono lì per produrre delle immagini che possano portare il pubblico ad interessarsi al loro lungometraggio.

: Alcuni dei film ai quali ha partecipato sono tra i miei preferiti! Sto pensando a Highlander, Schindler’s List oppure alla saga di Star Wars… vorrei chiederle se già durante la loro realizzazione è possibile avvertire la magia e la  straordinarietà del risultato finale. Immagino che non basti andare sul set e iniziare a fotografare per catturarle…
DJ: Sì! C’è sempre la magia. La si può avvertire attraverso tutto il processo di lavorazione del film, ogni giornata trascorsa sul set è differente, ogni film è una sfida diversa.

Un giovane Robert Downey Jr. nel ruolo di Charlie Chaplin in ‘Charlot’ (1992, di Sir Richard Attemborough); STUDIOCANAL Films Ltd. James ha lavorato in più di 100 film.

: Nel 1975 lei era il fotografo di scena de L’Uomo che Cadde sulla Terra, quindi un membro della troupe quasi interamente britannica. Era la prima volta che incontrava David? Visto che era anche lei inglese, era già suo fan?
DJ: Certo. Era la prima volta che lavoravo con lui e sì, ero un suo grande fan. Space Oddity è ancora la mia canzone preferita.

: Quale è il suo equipaggiamento tecnico?
DJ: A quel tempo usavo le Canon, ora utilizzo Fuji e Leica.

: Il suo ricordo più vivido di quei strani giorni trascorsi in New Mexico?
DJ: Essere là!

Il recente libro pubblicato dalla Taschen, tutte le foto contenute sono di David James

: Osservando le sue incredibili foto contenute nel recente libro pubblicato dalla Taschen, sembra che David si divertisse con gli altri membri del cast, sebbene la co-protagonista Candy Clark in una intervista mi ha detto che lui era molto concentrato ma non particolarmente coinvolto con la troupe fuori dal set. Quale era la sua impressione?
DJ: David trascorreva il tempo con tutti noi sul set. Le troupe cinematografiche sul luogo delle riprese sono come un circo… Tutti assieme sul set, il film non è di una persona sola. Lui era affabile come chiunque altro.

: Mi ha incuriosito il fatto che durante la lavorazione del film  lei abbia realizzato diverse foto di David sdraiato a letto, mentre si rilassa accanto ad altri membri della troupe: Nic Roeg, Candy, Linda DeVetta, Martin Samuel
DJ: Quel letto compare in alcune scene del film ed era sempre un buon posto dove passare il tempo e chiacchierare o discutere.

: Ci sono molte foto delle quali vorrei chiederle qualcosa: Jerome Newton che pesca sorridente su una piccola barca ad esempio, oppure quelle nelle quali Nic, Candy and David siedono su una panchina di legno e ridono, tenendo in mano un pacchetto di Gitanes. Si ricorda per caso di cosa parlavano?
DJ: Beh… di solito fotografo senza origliare!

: Adoro davvero le sue foto perché sono magnifiche, ma anche perchè in qualche modo estendono la dimensione narrativa del film, permettendoci di scoprire quello che accadeva sul set, intorno e anche lontano dalle cineprese. C’è una serie di foto dove Candy cammina allontanandosi dall’hotel del film, al tramonto…  nell’ultima istantanea lei è una piccola e solitaria silhouette nel buio. Una immagine molto poetica. C’è una storia dietro queste immagini?
DJ: Realizzai quelle foto proprio al tramonto, nel piccolo paese di Artesia, in New Mexico. Era un bel luogo, proprio lungo le rotaie del treno. Il mio Motel era appena giù, lungo quella strada. Il treno mi svegliava alle 3.00 di notte. Quella foto in qualche modo mi riportano a quel posto.

Bowie come Thomas Jerome Newton in ‘The Man Who Fell to Earth’ (1976, di Nicolas Roeg); STUDIOCANAL Films Ltd.

: Essere il protagonista principale di un film era una cosa nuova per David. All’epoca lei era direttamente in contatto con lui, gli diede mai dei suggerimenti per le foto oppure fu completamente libero?
DJ: Non ebbi alcun tipo di vincolo. Solitamente incontravo David lontano dal set, a distanza di alcuni giorni, per mostrargli le mie foto. Era molto facile lavorare con lui e lui sembrava godersi quella esperienza.

: David e gli altri attori furono meravigliosi, ma sembra che    l’intera realizzazione del film fosse nelle mani di Roeg. È così?
DJ: Di certo, Nic era il capitano della nostra nave. Lui ci inflenzò e ci guidò.

: Lei di fatto era il fotografo ufficiale di scena, ma sul set vennero artisti come Duffy e Schapiro, per fotografare David. Sì relazionò con loro o ci furono per caso dei contrasti? C’è una bella foto realizzata da Duffy con David e Nic, con lei sullo sfondo, con la sua macchina fotografica al collo… [vedi sopra]
DJ: Mai avuto alcun problema! Il fotografo di scena è spesso un membro ufficiale  della produzione di un film, è bello avere qualcuno con il quale potere occasionalmente confrontarsi.

: Il mega-libro ad edizione limitata uscito per la Unstoppable  Cards in occasione del 40ennale contiene ulteriori immagini, ed è maggiormente focalizzato sulle persone che parteciparono alla realizzazione del film. Massimo Moretti di Studiocanal mi ha detto che alcuni anni fa vi siete incontrato ai Pinnewood Studios di Londra, per riordinare i negativi. Come è stato riguardare quei suoi scatti, dopo così tanti anni?
DJ: È stato affascinante, e mi ha riportato alla mente molti bei ricordi.

: So che ha lavorato anche in Barbagialla (1983) di Mel Damski, nel quale David faceva un cameo. Lo incontrò?
DJ: Certo, e ci siamo divertiti a rivangare il passato.

STUDIOCANAL Films Ltd.

: In seguito incontrò ancora Bowie?
DJ: No, avrei voluto farlo, ma è la natura della mia professione. Si incontrano persone meravigliose, non le rivedi più ma rimangono a fare parte della tua vita per sempre.

: Lei ha lavorato in molti lungometraggi importanti e la sua carriera  è incredibile, in quale film del passato le avrebbe piaciuto lavorare?
DJ: Come hai detto, sono stato fortunato a lavorare in alcuni classici. Penso che sarebbe stato favoloso dare il mio contributo in Il Dottor Zivago oppure Lawrence of Arabia.

: Quale è il suo prossimo progetto?
DJ: Superare questa giornata e arrivare a domani!

Intervista ideata e condotta da Matteo Tonolli
Un grande ringraziamento a Chris Duffy ed a Massimo Moretti (di Studiocanal) per le immagini.

Potete leggere qui la nostra recensione al libro contenente le foto di David James.

David con Rip Torn in una scena da ‘TMWFTE’; STUDIOCANAL Films Ltd.

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