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JONES ON JONES

Prima di diventare un famoso giornalista, l’editore di GQ inglese e articolista di alcuni dei più grandi quotidiani e magazine di Inghilterra, un autore di best-sellers e un membro del Most Excellent Order of the British Empire, Sir Dylan Jones era un teenager che viveva in una cittadina costiera del Kent. Una sera di luglio, il dodicenne Dylan guardò Top Of The Pops e un alieno del rock cambiò per sempre il suo mondo. In questa intervista Jones ci parla approfonditamente del suo eroe e di A LIFE, la biografia nuova di zecca che ha scritto su David.

Dylan Jones con David ai 2002 GQ Magazine Awards; © Dave Benett

: Sir Jones, lei aveva già scritto un libro su David Bowie (When Ziggy Played Guitar, 2012), concentrandosi sul suo alter-ego più famoso e la performance di 4 minuti a TOTP nel 1972, scrivendo quanto questo personaggio significò per gli anni ’70. Io stesso mi meraviglio ancora quanti artisti, ma anche persone comuni, furono colpite e influenzate da quella trasmissione. Anche lei, dallo schermo di un televisore in bianco e nero fino alle stelle più colorate…
DJ: Sì, il mio primo libro su Bowie verte tutto su quell’unica performance e come essa influenzò una intera generazione di giovani uomini e donne. Il mio nuovo libro invece non solo prende in esame la sua intera vita, ma include anche 180 testimonianze, diventandone così la somma delle parti.

: Riesce ad immaginare un uomo oggi, o una donna, che entri nello star system e riesca ad avere un simile impatto? È possibile?
DJ: È impossibile che al giorno d’oggi qualcuno come lui possa apparire ed essere altrettanto influente. Ci sarà un solo e unico David Bowie.

: Durante gli anni ‘70 le persone volevano infrangere le regole. Negli ‘80 anelavano allo status symbol, e dagli anni ‘90 invece la gente sembrava cercare qualcosa di nuovo. Verso dove stiamo andando?
DJ: Temo che la parabola del pop stia avvicinandosi alla fine, e l’epoca d’oro del rock potrebbe essere al tramonto.

: In un suo articolo per The Independent, dopo la morte di David, ha affermato che lui preferiva alimentare il mito, piuttosto che rivelare i retroscena della realtà. Perché, secondo lei?
DJ: Era più interessante dal punto di vista giornalistico.

il precedente libro di Dylan Jones dedicato a David

: La prima volta che incontrò David lei faceva la comparsa nel film Myriam si sveglia a mezzanotte, di Tony Scott… Che ricordi ha a riguardo di quel periodo?
DJ: La situazione, come tutti i set di un film, era in definitiva abbastanza noiosa, dal momento che c’erano delle lunghe attese. Chiunque però era incantato dalla sua presenza, e dal fatto che lui appariva così bello. Fu incredibilmente affabile con chiunque incontrasse. Il resto non fu molto interessante, se non qualcosa da raccontare.

: Ora esce DAVID BOWIE: A LIFE, la sua biografia su di lui, pubblicata dalla Penguin Random House. In essa racconta l’uomo attraverso numerose interviste, sia quelle di lei a David che quelle a vari collaboratori ed amici. Da che punto di vista ha approcciato questo artista?
DJ: Si tratta di una narrazione completa attraverso le testimonianze di musicisti, amici, collaboratori, amanti, artisti, molte persone che lo hanno conosciuto. Ho cercato di farne una quadro il più possibile accurato.

: Ha già pubblicato biografie su altri musicisti, Jim Morrison e John Paul Jones. Quando ha cominciato a pensare a questa? Probabilmente intraprendere una biografia di questo tipo deve essere stato allettante ma allo stesso difficile…
DJ: Credo di avere sempre voluto scrivere questo libro, sin da quando ero un ragazzo.

: Considera la sua forse una versione il più possibile vicina a quella che potrebbe essere quella ufficiale?
DJ: Non direi questo, spero semplicemente di avere contribuito in qualche modo al dibattito.

: La vita di David è stata incredibile: un highlander che ha vissuto in tutto il mondo, che ha sperimentato molte diversi stili di vita, un uomo che sembrava avere sconfitto il tempo e la mediocrità della realtà. Quale è stata la sua prima reazione quella mattina dell’11 gennaio 2016?
DJ: Incredulità, angoscia ed un enorme senso di perdita. Mi sono sentito anche incredibilmente triste per la sua famiglia.

: Lei ha avuto la fortuna di incontrare varie volte l’uomo che cadde sulla Terra… Quale era la cosa migliore nello stare in sua compagnia?
DJ: David aveva l’abilità di rendere tutto quello che tu dicevi incredibilmente arguto e interessante, anche quando sapevi che non era così!

: In passato per definire David ha utilizzato aggettivi come “charming” e “intriguing”, ma… chi era davvero David Robert Jones?
DJ: Era la persona più affascinante che io abbia mai incontrato, e in quel senso era un grande seduttore.

: C’è stato il suo zampino nella raccolta del 2008 ISelect, allegata gratuitamente alla rivista Mail on Sunday?
DJ: Sì! E in quella occasione David mi concesse una breve intervista.

: Personalmente ho un debole per i libri su Bowie. Dopo i suoi dischi francamente per me la cosa migliore è un buon libro su di lui. Quali sono i suoi preferiti?
DJ: La maggior parte delle biografie su di lui hanno qualcosa di buono.

: Ho intervistato alcuni collaboratori di David in passato, specialmente fotografi… Tutti loro concordano nell’affermare che non solo era un grande artista, ma anche una bella persona. Come fan questi complimenti non possono che fare piacere, ma qualche volta mi chiedo se non ci sia troppa indulgenza nei suoi confronti, ora che non c’è più. Sembra che nel suo nuovo libro non tutti abbiano speso parole positive su David. È così?
DJ: Ti posso dire che la mia non è una agiografia, ma non sono nemmeno andato alla ricerca di opinioni negative. Ho voluto parlare solo con le persone che lo conoscevano bene.

: David è scomparso letteralmente dalle scene per quasi una decina di anni. Nessuna intervista… nulla di nulla! Poi con The Next Day e Blackstar ha lasciato parlare solo la sua musica. A parte i problemi di salute, fatico ancora a considerare questo grande cambiamento. Che cosa ne pensa a riguardo?
DJ: Era malato e voleva trascorrere più tempo possibile con la sua famiglia, dopo gli è tornata la voglia fare ancora musica. Non ne farei un dramma.

: Se David fosse ancora qui, preferirebbe realizzare una nuova intervista con lui oppure avere una chiacchierata privata e informale?
DJ: Entrambe!

: La sua biografia è stata anticipata da alcuni articoli in una ottica distorta, dal momento che questi giornali si sono concentrati solo su alcuni scandalosi dettagli della vita di Bowie. Perché, secondo lei, certa stampa ancora pensa che le persone siano attratte dai gossip e dalle bugie?
DJ: I tabloids cercano sempre di distorcere le cose a loro vantaggio. La cosa migliore è ignorare queste fesserie.

: Ci può dire se la sua biografia su David apparirà anche in una edizione tradotta per il mercato italiano?
DJ: Presto, spero!

Intervista ideata, realizzata e tradotta da Matteo Tonolli (con Alessio Barettini)
(Un grande ringraziamento a Monica Colussi e a Sara!)

DAVID BOWIE: A LIFE sarà presentata ufficialmente da Dylan Jones in un evento privato su invito il prossimo 28 settembre all’interno del David Bowie Tribute, una mostra organizzata e curata da Monica Colussi presso il Fiat Chrisler Village a Wigmore Street, Londra.

DOMENICA 10 SETTEMBRE sulle pagine di davidbowieblackstar.it (sezione LIBRI) pubblicheremo a tempi di record la nostra NOSTRA RECENSIONE del nuovo libro di Dylan Jones. Stay Tuned!

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